La canapa è una pianta antichissima, coltivata da migliaia di anni ma sulle sue origini vi sono ancora dei misteri. Le prime prove dell'utilizzo di questa specie risalgono al Neolitico, età a cui sono stati datati alcuni semi ritrovati in una grotta della Romania mentre il primo manufatto realizzato con questo materiale è un pezzo di stoffa risalente all'8.000 a.C.

Secondo la Columbia History of the world, i primi intrecci di fibra di canapa risalgono a più di 10.000 anni fa. I primi luoghi dove, in epoche antiche, venne coltivata ed utilizzata sono Asia e Medio Oriente ma dal 1700 la sua produzione iniziò anche in Occidente.

Per secoli è stata coltivata per ottenere la materia prima per produrre la carta; alcune testimonianze attestano che lo stesso Washington la coltivava personalmente.

Le cose cambiarono rapidamente dalla metà del Novecento con l'avvento del proibizionismo dapprima in America e, partendo da questo influsso, anche in tutto il resto del mondo. Al giorno d'oggi, anche in seguito alle nuove legislazioni, questa coltivazione sta riprendendo piede in molti paesi.

La canapa nei tempi antichi

Considerati i pressoché infiniti utilizzi di questa pianta, non c'è da stupirsi che fosse già coltivata 10.000 anni fa. In Asia, questa preziosa risorsa veniva utilizzata 5000 anni fa per scopi medici, ricreativi, religiosi o spirituali. Il primo reperto sulle proprietà mediche della cannabis è un trattato di farmacologia cinese attribuito all'Imperatore Shen Nung, datato 2737 a.C.

Nonostante non ne facessero uso, anche gli antichi greci la commercializzavano con altri popoli che, invece, ne facevano uso alimentare o ricreativo.
Alcune scritture di Erodoto (5 a.C.) attestano l'utilizzo della canapa da parte degli sciiti (popolo seminomade dell'Iran) e degli abitanti di alcune isole del Mediterraneo che amavano "sedersi intorno in circolo, inalare e venir intossicati dall'odore (…) fino ad alzarsi, ballare e cantare".

Anche Plinio nel suo trattato Naturalis Historias e Marco Polo descrivono la coltivazione della cannabis nell'Asia e in gran parte del Mediterraneo per la fibra e per le sostanze psicoattive.
I fenici facevano grande uso di questa coltivazione per tessere le vele e le corde delle loro navi.
Nel primo secolo dopo Cristo i medici arabi utilizzavano la canapa per lenire il dolore dei pazienti durante le operazioni. Questo primo metodo di anestesia veniva chiamato "spugna soporifera" e consisteva nell'applicare su labbra e narici del paziente una spugna imbevuta di sostanze antidolorifiche tra le quali canapa e hashish.

Non si conosce la data di introduzione della canapa in Europa Centrale, probabilmente era coltivata nel 500 a.C. da vari popoli europei come Celti e Pitti.

Da questo momento, la coltivazione della cannabis è stata comune per molti secoli. Le produzioni venivano utilizzate per realizzare vestiti ma anche a scopo ricreativo.
L'utilizzo della canapa nel corso dei secoli fu progressivo e costante ma nel Medioevo subì una battuta d'arresto poiché il Papa emise una bolla papale in cui vietava l'uso di questa sostanza a tutti i fedeli affermando l'esistenza di effetti "sconvenienti" che colpivano chi ne faceva uso.

Questa pianta è stata frequentemente utilizzata anche per produrre carta: la prima copia della Bibbia di Gutenberg è stata stampata su carta realizzata appositamente in canapa in Italia nel 1453. Anche le vele delle caravelle di Cristoforo Colombo che sono state realizzate nello stesso secolo erano di canapa.

Prima della colonizzazione europea, la cannabis veniva coltivata ed utilizzata come fibra e come medicinale anche in Africa. La diffusione di questa pianta era elevata anche in Nord America dove lo stesso fondatore degli Stati Uniti, George Washington la coltivava nei suoi terreni e ne promuoveva la sua coltivazione. Celebri sono queste sue parole: "Sfruttate al meglio i semi di Canapa Indiana e seminateli ovunque."

Nel 1850 in America c'erano 8.327 piantagioni di canapa ed ogni piantagione aveva almeno 2000 acri. Anche la Dichiarazione d'Indipendenza degli Stati Uniti venne stesa su canapa.

Nel 1800 l'uso ricreativo della canapa divenne una vera e propria moda tra gli intellettuali, tant'è che a Parigi nacquero anche dei Club di mangiatori di hashish frequentati da scrittori famosi come Hugo, Dumas, Baudelaire e Balzac.

L'Italia, per secoli è stata leader mondiale nella produzione di canapa grazie al clima favorevole della nostra penisola, alla facilità di crescita di questa pianta che cresceva anche in terreni difficili dove le altre colture industriali facevano fatica. Inoltre gli impieghi di questa pianta erano molteplici: essendo una pianta oleosa veniva utilizzata per l'illuminazione, veniva inoltre impiegata nella realizzazione di tessuti, corde e carta e le foglie venivano utilizzate come alimentazione del bestiame. Veniva largamente utilizzata anche dalle Repubbliche Marinare per realizzare il cordame e le vele delle navi che componevano le flotte di guerra poiché ha due importanti caratteristiche: è veramente resistente ma al contempo molto leggera.

L'Italia è stata a lungo specializzata in queste produzioni tanto da diventare il primo fornitore della Marina britannica. La tradizione di tessere la canapa ha portato non solo alla creazione di vele ma anche di tovaglie per uso domestico che sono entrate nella tradizione Romagnola. Questi prodotti di artigianato vengono prodotti ancora oggi, vengono tessuti e poi decorati con stampi di rame con i colori ruggine e verde.

Le zone di Bologna e Ferrara, anche grazie alla fertilità e umidità dei loro suoli, eccelsero nelle produzioni: nel 1910, in Emilia-Romagna si contavano 45.000 ettari di canapa (80.000 ettari a livello nazionale). Tutto il territorio di questa regione aveva una florida economia basata sulla canapa ed il territorio è stato per anni plasmato con canali, maceri e campi sterminati per assecondare questa produzione. L'Italia divenne, negli anni '50 il secondo produttore mondiale di canapa, secondo solo all'Unione Sovietica con 100.000 ettari coltivati.

Gli utilizzi della canapa continuarono ad ampliarsi nel tempo: vennero studiati nuovi materiali plastici e altri materiali con alto contenuto in fibra, inoltre, l'olio veniva utilizzato per produrre carburante per auto e vernici. In questi anni venne addirittura prodotto un prototipo di auto, la Hemp Body Car (Ford) con la carrozzeria realizzata in fibra di canapa (che la rendeva molto più leggera) e con un motore che funzionava con etanolo e canapa.