Al mondo esistono infinite varietà di canapa appartenenti ad una delle tre specie del genere Cannabis:

  • sativa
  • indica
  • ruderalis

Queste specie, appartenenti alla famiglia delle Cannabacee, nonostante si somiglino dal punto di vista botanico, presentano caratteristiche genetiche distinte. Nel 1924, il botanico sovietico D.E.Janichewsky descrisse le tre specie come:

  • La Cannabis sativa, molto resinosa e dalla tipica forma piramidale;
  • la Cannabis indica, dalle dimensioni ridotte e dal ricco fogliame;
  • la Cannabis ruderalis, le cui dimensioni non superano di solito il mezzo metro di altezza e priva di ramificazioni.

Vediamole ora nel dettaglio.

Cannabis Sativa

La Cannabis Sativa è originaria della fascia equatoriale (nelle zone tropicali di Africa, Asia e America) e si è adattata all'ambiente caldo e umido sviluppando delle foglie sottili e allungate che facilitano la traspirazione.

Rispetto alle altre specie che rimangono più compatte e cespugliose, la canapa sativa raggiunge dimensioni più elevate (4-5 mt) ed ha una struttura più slanciata e allungata e rami e internodi più lunghi.
Questo è il risultato dell'adattamento ad un clima in cui le ore di esposizione solare si mantengono costanti per tutto l'anno, per cui la pianta ha sviluppato un processo di crescita costante.

A causa dell'elevata umidità presente nelle zone d'origine, questa specie si è evoluta per produrre meno germogli rispetto all'indica, per favorire l'arieggiamento e per ridurre il rischio di essere attaccata da funghi o altri patogeni.
Il periodo di fioritura, rispetto alle altre due specie, risulta essere piuttosto lungo e le rese sono proporzionalmente più elevate.
Per le sue elevate dimensioni, per la sua adattabilità ai diversi ambienti e resistenza agli agenti atmosferici, è indicata per la coltivazione outdoor.

In genere, se paragonata con le altre due specie, la cannabis sativa possiede maggiori quantitativi di THC e contenuti di CBD relativamente bassi.

Il percorso di miglioramento varietale ha portato ad incrociare questa specie con le altre per aumentare il quantitativo di CBD. Gli effetti principali di questa varietà sono energizzanti e stimolanti, per questo è sconsigliato utilizzarla la sera. Inoltre facilita la concentrazione e la lucidità mentale grazie alla presenza del limonene, stimola la creatività, riduce la sensazione di nausea e grazie alla sua capacità di infondere una sensazione di benessere generale, può essere utilizzata come cura palliativa in individui soggetti da depressione.

Cannabis Indica

La Cannabis Indica è originaria da zone subtropicali, in particolare Pakistan, Afghanistan e India. Queste sono zone più impervie caratterizzate da una luce solare meno costante durante l'anno. Le foglie, per ottimizzare la luce solare ricevuta, hanno sviluppato una superficie laminare maggiore risultando quindi più tozze e ampie, di colore verde scuro.
Le dimensioni risultano essere più ridotte rispetto alla cugina sativa (1,5 mt), la struttura è più compatta, con un numero maggiore di pesanti germogli e la produttività è maggiore.

La necessità di sfruttare al meglio l'illuminazione solare ha portato questa specie a fiorire molto velocemente. Avendo una fioritura accelerata, questa specie è adatta alla coltivazione outdoor nelle zone dove l'estate è più breve, ma i risultati migliori li dà se coltivata indoor poiché grazie alle sue dimensioni ridotte permette di sfruttare al massimo lo spazio disponibile.

I contenuti di CBD in questa specie sono decisamente più elevati. Il CBD aiuta a moderare gli effetti che il THC provoca sul corpo e la mente ed è quindi fondamentale nel definire gli effetti.

La cannabis indica risulta essere più calmante e rilassante, riduce le sensazioni di dolore, allevia le infiammazioni e le sensazioni di stress e ansia e favorisce il rilassamento muscolare e il sonno per cui è consigliabile assumerla la sera. Questa specie, a causa degli elevati quantitativi di CBD è spesso utilizzata a scopo terapeutico.

Cannabis Ruderalis

La Cannabis Ruderalis si è sviluppata in regioni climatiche più rigide come Siberia, Kazakistan, Russia e Cina del nord. Per adattarsi a questi ambienti freddi per quasi tutto l'arco dell'anno e con una durata e intensità dell'illuminazione piuttosto bassa, ha ridotto il suo ciclo a circa due mesi e ha sviluppato la capacità di autofiorire indipendentemente dal fotoperiodo.

Questo è un grande vantaggio per gli agricoltori in quanto, essendo adattata a crescere anche in condizioni avverse, permette loro di coltivarla facilmente, senza grandi sforzi e attenzioni.
Di contro presenta una produzione scarsa, un sapore vegetale e ridotto contenuto di cannabinoidi.

All'apparenza sembra una pianta inselvatichita, con dimensioni ridotte e un minor numero di rami. Per coniugare la capacità autofiorente di questa specie con la maggiore produttività, i sapori più forti e i quantitativi superiori di cannabinoidi delle altre due, sono stati creati numerosi ibridi.

I contenuti di CBD e THC di questa specie sono talmente bassi da non comportare effetto alcuno sulla salute ma la genetica autofiorente di questa specie ha permesso di portare questo carattere, tramite ibridazione, alle altre due specie, consentendo la coltivazione della Cannabis senza grandi sforzi.